L’azione del massaggio sportivo, diretta o riflessa

Agendo meccanicamente tramite manipolazione su alcune zone del corpo, si creano i presupposti per un effetto diretto o di riflesso del massaggio: ovvero sia nell’area del trattamento sia presso le regioni lontane del corpo – come avviene con le azioni per favorire i processi diuretici o cardiocircolatori.
Anche nel massaggio sportivo, queste caratteristiche delle manovre di manipolazione sono prese in considerazione, per creare un prospetto di massaggi definiti a migliorare le prestazioni atletiche o risanare situazioni muscolari compromesse dall’eccessivo sforzo agonistico.
All’interno di un corso massaggio sportivo, si apprendono diverse tecniche differenziate per ottenere differenziati risultati; si va dalle azioni sulla cute e sui tessuti, fino a quelli sul sistema del microcircolo, su quello nervoso, e sul sistema linfatico.
Si parte dagli sfioramenti e dai massaggi sulla pelle, che è il primo punto di contatto con l’esterno ed è in grado di reagire in modo sofisticato rispetto agli stimoli del massaggiatore sportivo.
Le cellule epiteliali rispondono in modo elastico, per proteggere o trasmettere impulsi ai tessuti sottostanti, ricchi di terminazioni nervose e densi di recettori, quindi.
La stimolazione dei recettori produce effetti di rilassamento psichico, benessere e ripristino di alcuni equilibri che possono essere stati minati da un allenamento intenso. Le manipolazioni del massaggio sportivo sono in grado di stimolare in modo sedativo le terminazioni nervose sensitive, e contemporaneamente stimolare in senso tonico le terminazioni motorie.
Massaggi sportivi e circolazione sanguigna
Inoltre, il massaggio sportivo agisce su quello che un sistema fondamentale per l’attività sportiva, ovvero il sistema cardiocircolatorio, coinvolgendo i vasi sanguigni e i visceri collegati al nervo spinale.
La massoterapia riattiva la circolazione sanguigna e linfatica, agendo sia in modo meccanico con lo schiacciamento e la dilatazione dei vasi sanguigni, sia in modo riflesso (seguendo la teoria delle “zone riflesse” per cui si agisce su alcuni punti per attivarne altri, anche lontani).
Un’azione che la neurofisiologia ha considerato già da tempo benefica, essendo possibile creare reazioni locali oppure a distanza di riattivazione e regolazione, stimolando un punto cutaneo oppure un tessuto connettivo. Il massaggio profondo agisce per via riflessa anche la produzione di istamina, mediante la pressione su alcuni recettori nervosi, in modo da dilatare le arteriole e favorire un maggior afflusso di ossigeno nel sangue.
Se una lieve pressione provoca una dilatazione dei vasi capillari transitoria, una pressione maggiore provoca una dilatazione protratta nel tempo, con filtrazione e riassorbimento dei capillari arteriosi e venosi, migliorando il microcircolo, il circolo venoso superficiale e profondo contemporaneamente.
L’intensità del massaggio sportivo e il sistema linfatico
La manipolazione può determinare il drenaggio delle tossine e scorie, fondamentale per la rimozione dell’acido lattico, mediante la sua influenza positiva sulla circolazione linfatica.
Il massaggio stimola i vasi linfatici, che “viaggiano” senza una pompa ma seguendo gravità e contrazioni muscolari, in modo da agevolare l’eliminazione dei liquidi interstiziali e della linfa, evitando così gonfiori e accumuli di liquido e scorie.
Può dirigere la linfa verso le ghiandole e le stazioni di scarico, con manovre leggere ma ripetute, che rilassano anche il sistema nervoso simpatico e parasimpatico, sopratutto dopo delle forti tensioni prestazionali durante le gare.