Cosa mangiare a Cremona: lasciarsi stupire a tavola nella città del violino

Cremona - piazza

Volete mangiare bene? Andate a Cremona, fidatevi. Anche se non certo famosa per la sua cucina, questa città lombarda, al confine con l’Emilia, non deluderà le buone forchette. E anche quelle più sofisticate si alzeranno da tavola assolutamente soddisfatte. I piatti cremonesi non sono certi i più leggeri che si possano trovare in Italia, dunque, il consiglio è quello di prendervi una giornata per godere dei suoi piaceri culinari e, in seguito, cogliere l’occasione di visitare la città durante una sana passeggiata digestiva.

Attenzione però, perché i piatti della tradizione cremonese (e le bellezze della città, ovviamente) potrebbero anche convincervi ad acquistare casa in città. Utilizzare quindi questa guida con cautela, in particolare se siete molto propensi a peccare di gola. Ma anche e soprattutto se state seguendo una guida ipocalorica.

Menù tradizionale

Sedetevi a tavola in uno dei tanti ristoranti del centro di Cremona e lasciatevi coccolare dalla cucina locale. Il menù, se lo cercate il più tradizionale possibile, è presto fatto: dall’antipasto al dolce le scelte sono praticamente obbligate. Non perché non ci sia varietà, ma perché qui scoprirete piatti che difficilmente troverete fuori dalla provincia lombarda.

Antipasto salumi formaggi

Cosa mangiare a Cremona: antipasto di salumi e formaggi

Antipasto di Salumi e Formaggi

Non fatevi ingannare dalla “semplicità” del piatto, qui salumi e formaggi sono una cosa seria. Chiedete nel dettaglio cosa il tagliere comprende, perché ci sono prodotti che non devo assolutamente mancare. In primo luogo il Salame Cremona IGP: un insaccato a pasta morbida e dal colore rosso intenso, molto aromatico e speziato. Inutile dire che il marchio di qualità viene assegnato solo dopo attenti controlli fatti da un consorzio specifico. Accanto al salame due sono i formaggi da gustare: il Provolone Valpadana DOP, a pasta filata che si può trovare sia dolce, che piccante, e il Salva Cremasco DOP, formaggio molle a pasta cruda, tipicamente cremonese, ricavato da latte di vacca intero e lavorato prima lavando la crosta e poi lasciando stagionare per almeno 75 giorni.

Primo piatto: i Marubini

Impossibile da trovare oltre i territori di Cremona, i marubini sono un piatto di pasta fresca, dalle sembianze simili ai cappelletti, ma la cui farcitura contiene un vero e proprio gioiello. Il ripieno è un impasto di brasato, salame cremonese, grana padano e noce moscata. Vengono serviti rigorosamente in brodo realizzato con tre tipi di carne (manzo, pollo e vitello o, alternativamente, manzo, maiale e gallina): certo, la stagione non è la più indicata, ma fidatevi, dopo averli mangiati, ci ringrazierete di averveli consigliati. Per esaltare il sapore dei marubini, cospargeteli con una abbondante spolverata di formaggio grattugiato.

Il secondo: il Cotechino Vaniglia

Non ci sono discussioni che tengano: il secondo è solo uno a Cremona, il gustoso, dolce e delicato cotechino vaniglia. Prima che qualcuno storca il naso, precisiamo subito che la vaniglia non c’entra niente. E anche la cotenna ha poco da spartire con questo secondo di carne. Questo piatto, infatti, della dolce spezia, possiede solo il nome, che gli è stato attribuito proprio per enfatizzarne la delicatezza e la dolcezza. Dunque, NON sa di vaniglia. Per servirlo, vengono selezionate le parti magre del maiale: come detto la percentuale di cotenne è molto bassa. Le carni vengono macinate a grana media, condite con sale, zucchero, vino rosso e una concia di aromi naturali. La stagionatura è relativamente breve, intorno, in genere, ai 15-20 giorni.

Il secondo secondo: il Gran Bollito cremonese

Anche questo piatto non è tipicamente estivo, ma, lasciatecelo dire, come si fa a dir di no ad un bollito preparato con manzo, vitello, gallina e maiale? Impossibile diciamo noi, senza contare che ai diversi tagli di carne si aggiungono la testina, la lingua e il salame da pentola. Bene, ora “impossibile” lo direte anche voi. La lunga cottura e i diversi tempi per i vari tagli, presuppongono l’utilizzo di non meno di tre pentole: una preparazione complessa, per un piatto da leccarsi i baffi! Le carni vengono servite salate e bagnate col brodo di cottura ancora caldo, accompagnato da salsa verde, la tipica mostarda di Cremona (tranquilli, ne parliamo più avanti), purè di patate e verdure cotte.

Mostarda di Cremona

Cosa mangiare a Cremona: La mostarda

Il condimento: la Mostarda di Cremona

Non manca proprio nulla in questo menù locale: anche il condimento è tipico e tradizionale. Parliamo della mostarda cremonese, antica ricetta che risale al Seicento circa. Una miscela di frutta candita (di norma un misto di: ciliege, pere, mele cotogne, mandarini, fichi, albicocche e pesche) affogata in uno sciroppo a percentuale zuccherina tra il 50 e il 60%. Al risultato viene aggiunto l’olio essenziale di senape. Precisiamo che a Cremona la mostarda non ha periodo o stagione che tenga: “È sempre l’ora della mostarda”, si dice da queste parti.

Il dolce: il Torrone cremonese

Per il torrone, qui a Cremona, vale lo stesso discorso della mostarda: non è mai il momento sbagliato per questo dolce. Viene realizzato ancora oggi come da tradizione: l’impasto di albume d’uovo, miele e zucchero, è farcito con mandorle e altra frutta secca e spesso ricoperto con almeno due strati d’ostia. Le origini del torrone sono antichissime e nebulose, a Cremona si dice che fu servito per la prima volta nel 1441 e che prenda il nome dal Torrazzo, la torre campanaria della città: quasi sei secoli di storia, quindi chi siamo noi per dire che si mangia solo a Natale?