La scarlattina è tornata, in UK c’è preoccupazione

Scarlattina - braccio con eruzione cutanea

Scarlattina – braccio con eruzione cutanea

La scarlattina è una malattia infettiva batterica dovuta allo Streptococco beta emolitico di gruppo A e alle tossine da lui prodotte. Tale germe può essere responsabile anche di altre malattie come la tonsillite e l’impetigine e, esistendone diversi ceppi, ci si può ammalare di scarlattina più volte.

Tale malattia colpisce soprattutto i bambini in età scolare. I sintomi si manifestano, dopo due o tre giorni dal contagio, attraverso mal di gola, vomito, febbre, brividi e mal di testa. La lingua si copre in principio di una patina bianca che poi diventerà rosso fragola. Dopo un altro paio di giorni arriva anche l’esantema, cioè una caratteristica eruzione cutanea che sembra un arrossamento uniforme.

In questa fase si presentano, dunque, le macchioline rossastre che si manifestano sulle parti calde e umide del corpo come i lati del torace, l’inguine e il dorso. La scarlattina è molto contagiosa ed il malato lo è altrettanto soprattutto durante la fase acuta mentre lo è poco nel periodo che la precede e nono lo è più dopo 24 – 48 ore dall’inizio della necessaria terapia antibiotica.

Come avviene il contagio della scarlattina?

Nella scarlattina, il contagio è diretto e avviene attraverso le goccioline di saliva, che i malati emettono con la tosse, gli starnuti, i respiri o quando parlano, soprattutto nei primi giorni dell’infezione.

La scarlattina può trasmettersi anche attraverso oggetti contaminati (per esempio, giocattoli, libri, indumenti, posate, bicchieri ecc.), grazie alla lunga capacità di sopravvivenza nell’ambiente, di cui gode lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Diagnosi

La diagnosi è clinica, e nel caso di individui con sospetta scarlattina si procede con l’osservazione della lingua, della gola, delle tonsille e della cute. Il tampone faringeo è un esame diagnostico che permette di chiarire, in via definitiva, se una certa sofferenza della gola è legata o meno a un determinato microorganismo patogeno.

Trattamento

Il trattamento della scarlattina prevede l’utilizzo di antibiotici, per almeno 7-10 giorni, e il riposo a letto, fintanto che è presente uno stato febbrile. Gli antibiotici di prima scelta sono le penicilline per via orale o, se il malato è allergico a quest’ultime, i macrolidi.

La scarlattina in UK

Negli ultimi anni c’è stato un netto aumento di casi di scarlattina in Gran Bretagna. Nel 2013 si contavano 8 casi per 100 mila bambini. Nel 2014 si è arrivati a 27 su 100 mila per salire a 33 per 100 mila nel 2016 con 620 focolai. È il numero più alto mai registrato dal 1967 a oggi. Le ragioni di questa escalation sono ancora oscure, ma potrebbe dipendere dal fatto che in molti paesi, come ad esempio negli USA, la scarlattina non viene monitorata dai sistemi di sorveglianza.

In Italia vengono notificati tra i 15 mila e i 18 mila casi all’anno, ma il monitoraggio dell’infezione è più efficiente in alcune regioni che in altre.

Fortunatamente l’aumento dei casi di scarlattina segnalato con allarme dagli esperti di salute pubblica inglesi non ha fatto vittime. Tale malattia, però, per il 3 per cento dei bambini contagiati in UK richiede il ricovero in ospedale.