I 6 fattori essenziali per la scelta di un bravo psicologo/psicoterapeuta

Seduta da psicologo o psicoterapeuta

Spesso ci si trova ad affrontare periodi particolarmente controversi e difficili, questi possono essere legati a traumi mai superati, magari inerenti l’infanzia, gravi lutti, malattie oppure può trattarsi di stati di ansia, problemi legati all’alimentazione.

In tutti questi casi, quando si percepisce che da soli non si riesce a superare le difficoltà e che queste stanno lentamente deteriorando la qualità della propria vita e spesso anche delle persone che ci sono accanto, la scelta giusta è andare da uno psicologo.

In questi casi può essere difficile scegliere uno psicologo, ecco i 6 fattori essenziali per trovare il professionista giusto per il proprio caso.

1. Verificare l’iscrizione all’albo

Quando si avvertono dei disturbi di natura psichica è fondamentale trovare lo psicologo giusto perché ha un approccio più efficace e consente di risolvere in minore tempo le varie problematiche, quindi il momento della scelta è essenziale.

Il primo fattore da tenere in considerazione sono i titoli. Purtroppo spesso le persone non hanno i titoli abilitativi per esercitare la professione e in questo settore, come in altri ambiti medici, affidarsi a chi non ha le giuste competenze può creare ulteriori problemi.

Per poter esercitare la professione di psicologo/psicoterapeuta è essenziale essere iscritti all’albo. Di conseguenza è possibile visitare il sito dell’ordine degli psicologi e prendere visione dell’albo delle singole Regioni, ad esempio la dottoressa Monia Ferretti psicologa psicoterapeuta è iscritta all’albo della regione Veneto.

2. Valutare i titoli

Anche se può sembrare ripetitivo, la seconda cosa da fare è valutare i titoli. In questo caso però il senso è diverso, infatti è bene sapere che la maggior parte dei professionisti dopo aver conseguito la laurea ed essersi iscritti all’abo, decidono di conseguire ulteriori specializzazioni in diversi settori.

Ciò perché la psicologia è un campo vasto, le problematiche che affronta sono davvero tante e di conseguenza anche gli approcci devono essere diversi.

Per affrontare i problemi di natura psicologia vi sono diverse metodologie, ad esempio la Dott.ssa Monia Ferretti ha conseguito un master in psicoterapia cognitivo-comportamentale e utilizza tale approccio.

Inoltre se si hanno disturbi dell’alimentazione, il consiglio è di recarsi presso uno psicologo/psicoterapeuta che si occupi di questi disturbi e abbia anche una formazione specifica in questo settore.

Lo stesso discorso può essere fatto per i disturbi legati ad ansia e attacchi di panico.

3. Cercare informazioni presso parenti, amici e in rete

Certamente in ogni zona ci sono diversi psicologi/psicoterapeuti a cui è possibile rivolgersi e di conseguenza scegliere concretamente a chi affidarsi può essere davvero difficile.

La prima cosa che è possibile fare è cercare informazioni. Questo può avvenire tramite il passaparola, quindi parlando con persone di propria conoscenza che hanno già affrontato un percorso di psicoterapia e di conseguenza possono parlare della loro esperienza personale.

Informazioni dettagliate oggi possono essere trovate anche in rete, basta inserire il nome e il cognome del professionista e se si è fortunati vi sono anche recensioni e feedback di persone che hanno già avuto la possibilità di seguire percorsi di psicoterapia con quel determinato professionista.

Molti psicologi hanno anche un sito personale, questo consente di conoscere bene l’attività che esegue, leggere articoli di approfondimento e quindi capire se quel professionista è ciò che realmente si sta cercando.

Inoltre molti rispondono online, non può parlarsi di una vera e propria terapia, ma è un metodo per capire se si ha realmente bisogno di approfondire le proprie problematiche.

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4. Il primo appuntamento

Diciamo fin da subito che cercare informazioni attraverso parenti e amici oppure in rete può essere un approccio iniziale, cioè quello volto a fissare il primo appuntamento, ma poi sarà proprio l’empatia che si avverte al momento dell’incontro a determinare se quella è la scelta giusta.

La relazione tra psicologo e paziente è molto importante, infatti vi deve essere completa fiducia, altrimenti sarà impossibile lasciarsi guidare nel percorso di rinascita.

Ecco perché il primo appuntamento è importante. Ci si dovrebbe recare allo stesso senza troppe aspettative, con la mente libera e pronti a lasciarsi guidare.

5. L’importanza del dialogo

Solitamente durante il primo appuntamento viene delineato un percorso, frutto di una prima conoscenza che sarà ovviamente abbastanza superficiale.

Durante l’incontro è comunque bene parlare di sé ma anche fare delle domande allo psicoterapeuta, le stesse possono riguardare altre esperienze simili che ha trattato.

Si possono chiedere informazioni circa gli studi e fare domande circa i propri dubbi e le proprie perplessità.

È importante chiedere il tipo di approccio che usa: solo sedute singole? Esegue terapia di coppia? Il professionista esegue terapia di gruppo? Quali problematiche vengono affrontate con la terapia di gruppo? Quali tecniche usa? Usa l’ipnosi?

Queste sono solo alcune possibili domande, è bene andare via dallo studio senza avere rimorsi su cose che si sarebbero potute chiedere e che invece non sono state chiarite, magari per timore, vergogna.

Questi sentimenti infatti possono essere del tutto normali ma devono essere superati nel più breve tempo possibile perché con lo psicoterapeuta non devono esservi barriere.

6. Valutare la prima esperienza con lo psicologo

Dopo il primo incontro è bene farsi delle domande, infatti, non è detto che questo debba avere successo e ci debbano essere degli ulteriori incontri, si può decidere di cambiare professionista.

Dopo l’incontro è bene chiedersi se si è soddisfatti del modo di porsi dello psicologo, se si ritiene che lo stesso sia professionale e se di fronte a lui si è a proprio agio.

Deve essere valutato anche l’ambiente che ci circonda nello studio, ad esempio i colori, le luci, il comfort. Nello studio ci si deve sentire a proprio agio, come se si fosse in un nido che accoglie e protegge.