Scegliere il materasso giusto per le famiglie: quando i bambini vogliono dormire con noi

Dormire con i genitori nel lettone

Cosleeping: scelta naturale o cattiva abitudine? Secondo i pediatri, dormire insieme ha tanti vantaggi per la salute dei piccoli e non solo: aumenta, infatti, il senso di sicurezza dei bambini ed evita in più agli adulti di svegliarsi durante la notte. Ma occorre superare paure e pregiudizi, e scegliere il materasso migliore per tutta la famiglia.

Cosleeping sì o no? I pediatri dicono di si

È questa l’ultima frontiera della cultura genitoriale e il cosiddetto cosleeping, cioè il condividere lo stesso letto, o comunque lo stesso spazio, già impazza tra le nuove generazioni di genitori. Niente più drastici divieti, con la paura di ingenerare i temutissimi “vizi”; secondo molti pediatri, occorre recuperare una diffusa cultura del “contatto fisico” con i propri cuccioli, di cui la condivisione del sonno è un elemento. Anche gli abbracci, le coccole, l’allattamento al seno a richiesta e prolungato nel tempo ne fanno parte.

Le linee guida per il migliore cosleeping

Le linee guida internazionali direbbero che un bambino fino ad almeno 12 settimane di vita dovrebbe dormire nella stanza dei genitori, ma non nel lettone. La questione va trattata da diversi punti di vista: quello medico scientifico e quello antropologico. La gravidanza regala alla mamma la sincronia del sonno col suo bambino. La natura ha regalato alla donna la possibilità di gestire il sonno. Il sonno della mamma e il sonno del bambino sono dunque sincronizzati, una mamma che dorme col figlio accanto sente il suo respiro quindi sente se si sveglia. Quindi dormire con il bebè nel lettone dipende da molti fattori, primo fra tutti la sicurezza.

Il Letto di Famiglia, tra vantaggi e pregiudizi

Malgrado i pregiudizi a riguardo, esiste ormai una ricca letteratura sui vantaggi del “letto di famiglia”. La scienza oggi scopre e dimostra quello che culture primitive hanno sempre saputo, cioè che genitori e figli sono naturalmente predisposti a dormire insieme e che se lo fanno, non succede niente di terribile. Questo non significa che bisogna per forza dormire tutti insieme per stare bene. Ogni famiglia trova le proprie abitudini, si organizza sulle proprie esigenze. Ma non dovrebbe escludere tra le scelte la possibilità di condividere il momento del sonno, almeno occasionalmente.

Dormire bene: reale necessità per adulti e bambini

Dormire bene è una reale necessità tanto per noi adulti quanto per i nostri bambini, sia che c’è condivisione o no del letto. Spesso si sente parlare di bambini che hanno il sonno disturbato, che si continuano a risvegliare la notte e che magari non fanno riposare bene nemmeno noi genitori. Alle volte si lega questo comportamento a un disordine del sonno, altre volte lo si impacchetta come “è abitudine”, altre ancora (ma sono veramente poche) lo si attribuisce alla posizione sbagliata del letto o a un materasso troppo vecchio e scomodo. È proprio quando ti rendi conto che stai dormendo male o che i tuoi bambini stanno dormendo male che nasce la necessità di cambiare. Molto spesso il cambiamento è legato ad uno stato di malessere altre volte è solo spinto dalla voglia di curiosità.

Qualche consiglio pratico per scegliere il materasso giusto per le famiglie

Il bambino deve dormire in una superficie sicura, che può essere anche il letto condiviso. Se le condizioni del letto sono sicure, se la mamma allatta al seno è possibile condividere il lettone. Qualche consiglio pratico: il materasso deve essere rigido e non deve avere spazi o interstizi nei quali il bambino potrebbe rimanere incastrato. Se il bambino dorme al centro del letto tra mamma e papà sarebbe bene usare per esempio dei serpentoni (cuscino allattamento e gravidanza) che lo avvolgano e delimitino il suo spazio, oppure sarebbe bene farlo dormire da un lato del letto al quale sia stata fissata una protezione tipo una barra protettiva. Le coperte devono essere leggere, non abbondanti tanto da poter coprire la testa del bambino. il bambino che dorme con i genitori ha bisogno di essere coperto meno rispetto al bambino che dorme da solo nel suo letto.

Culle da cosleeping: quando la condivisione del letto è solo parziale

Se siete genitori che appartengono alla vecchia scuola, quella secondo cui far dormire i bambini con voi li renderà adulti insicuri, c’è una soluzione di cosleeping anche per voi. Si tratta di culle specificatamente pensate per essere attaccate al letto dei genitori, così da avere sempre vicina il bambino sia visivamente sia fisicamente. Oltre al contatto, l’aspetto positivo delle culle fianco letto   è che evitano il fatto di doversi alzare in piena notte.