Reggia di Caserta e dintorni
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“Il prossimo fine settimana ce ne andiamo a Caserta” – ” Bravissimi, la Reggia è meravigliosa”
Quante volte è stato associato il nome di Caserta a quello della sua reggia che, con il suo splendido Palazzo reale e il meraviglioso parco, risulta essere la residenza reale più grande al mondo per volume.
La Reggia di Caserta, questo incredibile patrimonio mondiale dell’umanità, voluto da Carlo di Borbone, re di Napoli dal 1735 al 1788, realizzata dall’ architetto napoletano Luigi Vanvitelli (ideatore, tra gli altri, anche dello splendido Lazzaretto di Ancona e del foro Carolino di Napoli), aveva l’obiettivo, non troppo velato, di competere per grandezza e magnificenza con la Reggia di Versailles, dimora dei Borboni di Francia.
Ma la prima domanda che si pone turista che decide di andare a visitare questa meraviglia è “perchè qui?” Nulla, nei dintorni della reggia ,lascia presagire che ci troveremo davanti ad uno spettacolo del genere. Cosi come il viaggiatore che si meraviglia nell’ammirare la vista di Macchu Picchu, che appare come d’incanto, nella altrimenti poco interessante valle dell’Urubamba in Perù, cosi rimarrete semplicemente a bocca aperta quando vi troverete davanti l’imponente facciata del palazzo reale; ma rimarrete ancor più senza parole una volta che ne avrete varcato la soglia.
La scelta di costruire nella città di Caserta fu strategica vista la bellezza del paesaggio, la relativa vicinanza con Napoli e la rassicurante distanza dal mare. Per divenire un simbolo dell’efficienza e della grandezza del nuovo stato borbonico, fu deciso di costruire non solo un Palazzo considerato, unanimamente, tra i più belli d’Europa, ma anche un sistema complesso di irrigazione e di acquedotti (il famoso acquedotto carolino) con l’obiettivo di alimentare sia la reggia stessa che le vicine città (fino ad arrivare a Napoli). Pensate che nell’idea originale, realizzata parzialmente, era previsto il progetto di collegare direttamente la reggia con la città di Napoli, tramite un vialone monumentale.
Ma entrate e decidete di lasciarvi conquistare da questo gioiello del barocco italiano.
Dopo aver superato lo shock iniziale dovuto alla maestosità dell’atrio e dello scalone d’onore (la più famose delle ben 34 scale presenti), ammirate la splendida Cappella palatina, ispirata a quella di Versailles; perdendovi nei vari appartamenti reali e provando a rivivere idealmente quella che doveva essere la “vita di corte” giungerete alla sala del Trono, ideata sotto il governo del re Murat e luogo ove il re presiedeva alle cerimonie ufficiali e dove si tenevano i balli di corte.
E volete sapere dove è stato realizzato il primo bidet, la cui assenza nei bagni “stranieri”, ci fa spesso sentire orgogliosi della nostra italianità? Lo potete ammirare proprio qui, nel bagno privato della Regina, considerato per molti “un oggetto sconosciuto a forma di chitarra”.
Ma per ricordarci che non siamo in Francia e che le tradizioni partenopee non vengono abbandonate ,troverete anche il Presepe (ovviamente anch’esso REALE) nella famosa Sala Ellittica.
Ma ora abbandonate le pur meravigliose stanze, gli appartamenti (vecchio e nuovo)reali e godetevi il vero gioiello del palazzo. Due lunghissimi viali vi guideranno nella visita del parco e del giardino. Qui i giochi d’acqua e le graziate statue contribuiranno a portarvi in un altra dimensione, quasi onirica, dominata dal canto degli uccelli e del fruscio dell’acqua delle fontane.

Fontana di Diana e Atteone – Giardini della Reggia di Caserta
Le divinità e i personaggi mitologici rappresentati culminano con la spettacolare fontana di Diana e Atteone, sovrastata dalla Grande Cascata alimentata dall’acquedotto Carolino.
Riuscirete a guardarla senza rimanere a bocca aperta???
Mmmmm ne dubito fortemente, ma se cosi dovesse essere continuate la vostra passeggiata fino ad arrivare al Giardino inglese, costruito su espressa richiesta della regina Maria Carolina d’Austria. Entrate e ammirate il Criptoportico, luogo ideale dove “rinascere”, angolo incantevole di questo paradiso; difficile rimanere insensibili dinanzi a questo “disordine naturale” .
Terminata anzitempo la visita e non sapete cos’altro fare?
Non crediate che Caserta sia solo la Reggia. Basta infatti alzare poco lo sguardo e individuare, tra i monti Tifatini , il bellissimo borgo di Casertavecchia.
Oltre alla suggestiva posizione (a 400 mt sul livello del mare)potrete perdervi nelle viuzze e visitare il bellissimo Duomo romanico o i resti del Castello, rigenerandovi dopo le fatiche della Reggia e in compagnia di una brezza che allieverà la vostra stanchezza.
Vi siete riposati ma non siete ancora del tutto soddisfatti?
Be per assecondare le vostre smanie riprendete la macchina e dirigetevi verso l’Eremo di San Vitaliano, a pochi chilometri da Casertavecchia. Qui ritroverete quel silenzio, quella tranquillità che nella reggia, vista la grande affluenza, avevate un pò dimenticato. Dopo aver pregato il santo (che qui pare abbia compiuto diversi miracoli) e chiesto di vincere al superenalotto (o più modestamente accontentarsi anche di vedere la propria squadra vincere la Champions), volete continuare il vostro giro “naturalistico” e vi dirigete verso la splendida Oasi Bosco di San Silvestro, nella frazione di San Leucio, area protetta sotto la custodia del WWF, dove poter trascorrere piacevoli ore immersi nella natura e riscoprendo quei valori “ecologici” che la nostra società sembra aver smarrito. Tra ghiri, tassi, volpi , all’ombra di lecci secolari e maestosi potrete anche usufruire dell’area Pic-Nic capace di contenere 150 persone.
Se la stanchezza vi ha colti avrete anche la possibilità di pernottare nella suggestiva foresteria altrimenti…proseguire con me il viaggio.
Stanchi, devastati ma felici e appagati potrete andare, sempre rimanendo a San Leucio, nel Museo della Seta del Real Belvedere. E’ vero che dopo aver visto gli appartamenti reali della reggia qui rischierete di rimanere meno impressionati, ma non delusi quando assisterete alla dimostrazione del funzionamento delle macchine che trasformano un bozzolo in filato e quindi in tessuto serico . Questo iniziale luogo di ritiro dal caos della corte reale divenne poi, per opera del re, un importante centro funzionale per la produzione della seta. Si realizzarono alloggi per i lavoratori e padiglioni per i macchinari divenendo cosi un importante centro capace di attirare commesse da ogni angolo d’Europa. Un adeguata istruzione tecnica nei confronti degli operaie e buone condizioni di salario fecero si che San Leucio divenisse un importantissimo centro europeo nell’arte della tessitura.
Si , lo so che ci sarebbe ancora tanto da vedere , ma la vostra giornata volge al termine ed è ora di ritornare nelle proprie dimore gratificati e felici di aver goduto di una delle tante meraviglie italiane.

