Vacanze ai caraibi? Come risparmiare fino al 50%

Vacanze ai Caraibi

Palme verdi, spiagge bianchissime e mare d’incanto

Inutile negarlo: sono davvero poche le persone alle quali non piacerebbe trascorrere una vacanza sotto il sole di tropici. Si rimane estasiati davanti ad una foto che ritrae una spiaggia di finissima sabbia bianca che si tuffa dolcemente all’interno di un mare dalle mille nuance di turchese e che è incorniciata da una vegetazione selvaggia dove alle buganvillee si alternano alte palme di cocco.

Se per ‘tropici’ intendiamo luoghi da sogno come la Polinesia, le Seychelles o le Fiji, è idea comune pensare immediatamente ai Caraibi.
Le isole che fanno parte delle Grandi e Piccole Antille, attirano da sempre la fantasia delle persone che sperano di poter soggiornare a Cuba oppure a Santo Domingo o anche alle Barbados.

Occorre precisare che all’interno del panorama delle esistenti destinazioni caraibiche non tutte le isole si somigliano tra loro. Allora è necessario capire quale sia la meta più adatta per soddisfare le nostre aspettative, dalla musicale e stravolgente Jamaica alle lussuose Bahamas; dalle raffinate Guadalupe e Martinica fino al sogno di molti, Cuba.

Insomma ogni luogo ha le sue peculiarità ma tutti sono raggruppati sotto il comune denominatore rappresentato dalla bellezza dei luoghi, dalle rarefatte atmosfere, da un mare capace di regalare acque trasparenti e coloratissimi fondali per la gioia degli appassionati di snorkeling e di diving.
Per quanto si possano sfogliare i patinati depliant dei tour operators, ciò che frena il vivere questo viaggio da sogno è rappresentato dall’alto costo dello stesso.
Ma esiste la possibilità di trovare un metodo che ci fa risparmiare in modo considerevole? Senz’altro è possibile abbassare i costi fino addirittura arrivare a dimezzarli. Basta seguire alcune indicazioni che ti forniamo di seguito e avere un po’ di accortezza. Vediamo come.

Isola Caraibica

Offerte Last Minute vere e farlocche

Chi non è mai stato attirato dalle offerte ‘last minute’ proposte da qualsiasi operatore turistico? Molti sono i siti indirizzati in maniera specifica a questa soluzione di viaggio dove, un IT (ossia un Inclusive Tour o pacchetto turistico composto da viaggio, soggiorno e trasferimento) viene pubblicizzato con sconti evidenziati in maniera esponenziale. Ma sono dei veri affari?

Vediamo di addentrarci sull’argomento.

E’ necessario sapere che i tour operator, programmano le loro offerte da un anno all’altro stabilendo contratti con albergatori, agenzie corrispondenti e vettori di trasporti (che per le destinazioni a lungo raggio sono rappresentate dalle compagnie aeree). Questo significa che il T.O. per avere un certo numero di posti a sua disposizione da mettere in vendita sul mercato, deve impegnarsi a riempirli tutti o in parte e non è raro che, insieme ad altri operatori che trattano la stessa destinazione, organizzino delle catene charter. La catena charter è il noleggio di un aeromobile che, settimanalmente effettua una determinata rotta (esempio: Milano Malpensa – L’Avana) trasportando unicamente i clienti inviati dall’operatore (o dagli operatori in joint venture) e non altri passeggeri.
Questo sistema garantisce al tour operator di avere un certo numero di passaggi aerei indispensabili per l’organizzazione del pacchetto di viaggio e rispondere positivamente a tutte le richieste provenienti dal mercato.
Il vantaggio per il T.O. è appunto quello della disponibilità aerea e quella di abbassare il costo del volo ma, in cambio, garantisce alla compagnia aerea di fare un tot. numero di voli.

Un esempio pratico è quello di un operatore come Lastminuteclick.it che tratta la destinazione Santo Domingo dove ha delle disponibilità alberghiere (allotments) a sua disposizione per la stagione estiva (dal 1 aprile al 30 settembre). E’ ovvio che dall’Italia i clienti devono utilizzare un volo che li porti a destinazione e che quelli di linea, soprattutto in alta stagione, non sono sufficienti per soddisfare la domanda. Ecco la ragione dell’intervento del T.O. che, per salvaguardare la sua offerta deve garantire proprio il passaggio aereo.

I voli calendarizzati e garantiti dall’operatore, devono raggiungere una certa percentuale di occupazione (solitamente l’80% dei posti disponibili) per raggiungere il break event point con il quale si raggiunge la copertura del costo dell’intera operazione: cosa non difficile durante l’alta e altissima stagione, ma alquanto problematica durante gli altri periodi.
Ecco l’origine dei veri last minute che vengono commercializzati quasi a ridosso della partenza, dove il T.O. preferisce applicare i soli costi rinunciando al suo mark up (mediamente del 35%) se non, addirittura, proporre il tutto sottocosto per recuperare il più possibile.
Da questa politica commerciale, si è però generata l’offerta dei last minute farlocchi che propongono soluzioni di viaggio apparentemente costose che vengono offerte con sconti vantaggiosi. In realtà il prezzo di vendita non è così oggettivamente ridotto se non di una parte di guadagno, ma di fronte al cliente l’idea di risparmiare un X per cento, offre l’impressione di avere dei vantaggi.

Ma allora come risparmiare?

Purtroppo i non addetti ai lavori non sono in grado di intravedere immediatamente se una certa offerta sia proprio un vero last minute oppure uno farlocco e quindi?
Per i più temerari e per chi non ha specifici legami, un vero sistema last è rappresentato dal recarsi presso lo scalo da dove parte il volo charter (ovviamente si è informato prima sul web) tre ore prima della partenza ed equipaggiato come se dovesse partire e cercare l’assistente del T.O. che si occupa dei clienti che si devono imbarcare sul volo e chiedere se ci sono posti liberi. L’assistente, il più delle volte, è autorizzato dall’operatore di svendere i posti ancora liberi e quindi parte una vera e propria contrattazione che permette al T.O. di veder venduto un altro posto anche se ad un prezzo irrisorio (d’altronde è preferibile recuperare un minimo che perdere i posti invenduti) e al temerario turista, di poter raggiungere la sua destinazione in cambio di una manciata di euro.

Ci sono esempi che hanno confermato questa possibilità dove, turisti temerari, hanno pagato 100 euro per volare da Malpensa a Cuba a/r e, una volta raggiunta la meta si sono attrezzati per il soggiorno.

Ovviamente non si possono programmare ferie e vacanze in questo modo (ce ne rendiamo conto) e l’opportunità si manifesta soprattutto in bassa stagione e non è affidabile al 100% perché troppo soggetta a congiunture e a situazioni di fortuna, ma si può tentare.

Risparmiare tuttavia è possibile grazie al web.

Un viaggio ai Caraibi (indipendentemente dalla destinazione scelta) comporta due elementi che lo compongano: passaggio aereo e sistemazione alberghiera e il web ci offre una grandissima mano.

  • Volo: devi evitare di considerare i voli diretti che sono comodi ma anche costosi e indirizzarti verso le compagnie minori che, pur implicando due o anche tre scali, ti permettono di risparmiare considerevolmente. In fondo si rinuncia alla comodità a favore del portafoglio ma non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena, no?!
  • Per il soggiorno in loco evitate di utilizzare tutte quelle piattaforme di comparazione che vi dicono che l’hotel X si paga Y,Z,W ect in quanto potete trovare di meglio. Innanzi tutto non è detto che l’hotel sia l’unica soluzione a tua disposizione. Ad esempio a Cuba esistono le case particular che (a seconda la località) offrono una sistemazione confortevole a dei costi che partono da 15/20 euro a notte per la camera (quindi se siete in due la cifra è la stessa). Questo avviene anche in altre isole caraibiche ed è una più che valida alternativa ai lussuosi hotel che trovi su siti patinati.
  • Anche per il discorso trasporti locali: non devi pensare al noleggio di una vettura ma puoi servirti dei mezzi pubblici che ti fanno immergere nella reale vita del posto facendoti risparmiare fino al 90% di quanto pagheresti per un’auto a nolo.
  • Indiscutibilmente lo stesso ragionamento vale per i pasti. Ai tropici un’American Breakfast ti servirà a compensare la fame anche all’ora di pranzo dove sarà sufficiente mangiare un frutto o un sandwich acquistato per strada per sentirti in forma. La cena non è detto che la devi fare nel ristorante dedicato ai turisti (meno che mai se fa cucina italiana) ma puoi vedere dove mangiano gli abitanti del posto per farti scegliere intelligentemente.