Bartonella: quando il graffio del gatto può essere un pericolo

Gatto

Avere un gatto in casa comporta numerose gioie, ma è bene conoscere anche come tutelare la nostra salute umana da possibili zoonosi, quale può essere il venire a contatto con la bartonella.

Le zoonosi sono quelle malattie che possono essere trasmesse dagli animali all’uomo: purtroppo esistono, ma la loro conoscenza e prevenzione può rassicurarci e permetterci di vivere una convivenza con i nostri animali fatta di  momenti di gioia in tutta sicurezza.

Per quanto riguarda i gatti, un ottimo punto di riferimento è senza dubbio www.miciogatto.it, un sito web dove si possono trovare numerose informazioni sulla convivenza con il gatto, ed anche approfondite spiegazioni sulla malattia da graffio del gatto, si cui parliamo in questo articolo.

La doverosa premessa è che una reazione problematica alla Bartonella nell’uomo è abbastanza rara, ma può succedere che un graffio del nostro gatto ci dia particolarmente fastidio, specialmente se siamo in un periodo stressante, in cui il nostro corpo non riesce a reagire adeguatamente.

Che cos’è la Bartonella

La Bartonella consiste in un gruppo di batteri, ed in particolare quelli che possono causare la cosiddetta bartonellosi, ossia la “malattia da graffio del gatto” sono la Bartonella Henselae, la Bartonella clarridgeiae e la Bartonella koehlerae.

Si tratta di piccoli batteri intracellulari, diffusi in tutto il mondo, per i quali il gatto fa da vettore, specialmente nel caso della Bartonella Henselae.

Il gatto entra in contatto con la Bartonella attraverso le feci delle pulci, ma è stato dimostrato che in alcuni casi anche la zecca può essere vettore di questo batterio. Il battere della Bartonella rimane vitale nelle feci delle pulci anche fino a 9 giorni.

Ma come fa l’uomo ad entrare in contatto con questo batterio? Attraverso il morso o più comunemente attraverso il graffio del gatto.
Infatti questi batteri possono finire sotto le unghie del nostro gatto che, graffiandoci, ce li può trasmettere.

I sintomi della bartonellosi

Nel gatto la Bartonella non provoca particolari sintomi, per cui possiamo non accorgerci nemmeno che il nostro gatto sia venuto a contatto con questi batteri.

Ma può succedere che, se abbiamo subito un graffio o un morso del nostro gatto, sperimentiamo sintomi come:

  • ingrossamento e arrossamento della ferita;
  • ingrossamento e indolenzimento dei linfonodi (linfadenopatia)
  • febbre
  • dolori articolari
  • mal di testa
  • mal di gola

Non è sempre immediato associare questi sintomi ad un graffio del nostro gatto, perché possono essere concomitanti ad altri fattori che influiscono sulla nostra salute, ma il sintomo più evidente è senza dubbio il forte arrossamento della ferita da graffio, che si può gonfiare visibilmente e causare forte prurito e fastidio.

Se la linfadenopatia persiste per più di un mese, è necessario consultare il medico per le cure appropriate.

La cura della malattia da graffio del gatto

Nella maggior parte dei soggetti, i sintomi tendono a scomparire da soli, ma possono persistere ed aggravarsi in persone immunodepresse, nei bambini e nelle donne in gravidanza

In questi casi si ricorrerà ad una cura antibiotica prescritta dal proprio medico, il più delle volte della durata di 7-14 giorni, con la risoluzione completa del problema.

La prevenzione della Bartonella

Il modo migliore per difendersi dalla Bartonella è la prevenzione: essendo un batterio veicolato da pulci e zecche è importante trattare tutto l’anno il nostro gatto con un buon antiparassitario, specie se il micio esce di casa regolarmente.

L’uso dell’antiparassitario è consigliato anche se il gatto vive sempre in casa, perché possiamo benissimo portare in casa noi stessi le pulci attraverso le scarpe ed i vestiti, che poi troveranno nel nostro gatto l’ambiente ideale per poter proliferare.

Come educare il gatto a non graffiare

Il graffio per il gatto è un comportamento del tutto naturale, che esso esprime sia nel gioco che nella caccia. Ma noi umani entriamo in contatto con le unghie del nostro gatto anche quando “fa la pasta” su di noi per esprimere il suo affetto.

E’ importante comunque educare il nostro gatto a non graffiarci né per gioco né per aggressività, ed è possibile farlo ad esempio non giocando mai con il nostro gatto con mani, piedi o altre parti del nostro corpo.

E’ sempre bene stimolare il gatto al gioco con oggetti esterni al nostro corpo, ad esempio con le cannette stuzzicamicio, oppure lanciando palline o giochini.

Se riusciamo a far associare le nostre mani solo alle coccole, trattando il gatto con rispetto ed affetto, limiteremo del tutto la possibilità che possa graffiarci e ferirci.

E’ importante insegnare questo anche ai nostri bambini, così da proteggerli da attacchi involontari dei nostri gatti, che potrebbero causare una reazione alla bartonella, dato che i bambini hanno un sistema immunitario molto più delicato rispetto agli adulti.

Conclusioni

Non dobbiamo avere paura di convivere con i nostri animali, che siano cani, gatti, conigli o altro. Con la giusta informazione e la giusta prevenzione la nostro coabitazione con loro potrà essere del tutto sicura per la nostra salute e potremo goderci tante coccole, tanti giochi in tutta sicurezza, lontani anche da batteri come la Bartonella.