Puntura di zecca: cosa fare e quale terapia antibiotica adottare

Zecca

Cosa fare e quale terapia antibiotica adottare in caso di una puntura di zecca? Oggi ne andremo a parlarne in questo articolo.

Le punture di zecca stanno diventando sempre più frequenti in Italia questo perché negli ultimi anni si è avuto un incredibile aumento di zone boschive e prati incolti che sono il loro habitat naturale. Questo cambiamento ha fatto si che sempre più persone si siano dovute confrontare con questo problema e hanno dovuto imparare a conviverci. Ci sono infatti zone in Italia in cui è molto più probabile riscontrare un morso di zecca rispetto ad altre questo perché in quelle determinate zone si incontrano maggiori habitat naturali della zecca. Per riconoscere il morso di una zecca non si può fare molto, infatti l’animale tende ad iniettare una sostanza anestetizzante che non fa provare ne dolore ne prurito, potremmo perciò essere morsi ed avere una zecca addosso per giorno senza accorgercene minimamente. I sintomi come prurito, rossore, febbre ed altro li riscontriamo solamente se la zecca che ci ha morso era una zecca infetta ed ha perciò passato un parassita nel nostro corpo.

Cosa fare per prevenire i morsi di zecca

Le zecche non le troviamo unicamente in ambienti umidi e secchi come prati e boschi ma anche negli animali in particolare nei cani. Ecco perché dobbiamo distinguere tra zecca da prato e zecca da animali. Entrambe però agiscono allo stesso modo e possiamo perciò adottare alcune soluzioni per prevenire la loro “comparsa” e quindi un eventuale morso:

È importante tenere puliti gli animali, controllarli periodicamente e adottare prodotti specifici che impediscono alla zecca di attaccarsi ad esso, scongiurando perciò eventuali morsi.

Se prevediamo una giornata in un bosco o in un prato utilizziamo dei repellenti; uno di quelli che troviamo in commercio va benissimo, adatto allo scopo e che serva perciò per tenere lontane questo genere di animale.

Indossare abbigliamento lungo, quindi pantaloni lunghi, maglie che coprano torso e braccia il più possibile. È inoltre consigliabile vestirsi con abiti chiari quando prevediamo una scampagnata così da poter riconoscere le zecche in quanto sono scure, e perciò risalterebbero.
Non appena rincasati controllare ogni zona del corpo in modo accurato.

Cosa fare se si viene punti da una zecca

Se ci accorgiamo di essere stati morsi da una zecca o di averne una nel nostro corpo, visto che la zecca tende a mordere l’essere umano o animale e a tenersi attaccata a lui per circa 48 ore per poi lasciarsi cadere autonomamente, dobbiamo eseguire una serie di passaggi fondamentali:

  • Se siete pratici e sicuri di voi possiamo rimuoverla con le pinzette anche per le sopracciglia. L’operazione va svolta con delicatezza e fermezza senza spingere sull’addome dell’animale per evitare un rigurgito all’interno del nostro corpo. Afferriamo con le pinzette la zecca e ruotando verso sinistra piano piano l’andiamo a togliere. Se non ve la sentite potete recarvi al pronto soccorso e farvela rimuovere da personale medico, ma non è procedimento necessario;
  • Bruciare la zecca rimossa immediatamente. Non schiacciatela e non appoggiatela da nessuna parte;
  • Disinfettate la parte morsa con un disinfettante di qualità: evitare alcool o ammoniaca;
  • Controllare accuratamente dietro le orecchie, sul collo, sotto le ascelle, alle caviglie e dietro le ginacchia per essere certi di non avere altri parassiti attaccati addosso. È preferibile comunque ispezionare tutta la cute ed ogni altra parte del corpo, anche se in realtà è molto difficile che la zecca si attacchi in altre zone, quanto meno negli adulti, mentre ciò è più frequente nei bambini che giocano spesso per terra e sui prati nei parchi. La zecca infatti tende a posizionarsi sui fili d’erba esterni per saltare poi sugli eventuali ospiti. Ecco perché nel caso degli adulti vengono colpite maggiormente le zone delle gambe, braccia e tronco mentre i bambini risultano essere molto più esposti esattamente come i cani vista la loro piccola statura;
  • Continuare ad osservare e a tenere sotto controllo la parte morsa per almeno 30/40 giorni dal morso. È infatti in questo periodo che potrebbero comparire sintomi come febbre, stanchezza, dolori articolari che sono molto simili all’influenza ma che se non curati correttamente possono portare ad un’infezione e alla contrazione della malattia di Lyme (Borreliosi);
  • Consultare il medico se vediamo comparire alcuni di questi sintomi.

Quale terapia antibiotica adottare?

Non è consigliato l’uso di antibiotici a scopo preventivo, ma solo nel caso di comparsa dei sintomi sopra indicati. Nel caso di comparsa di alcuni di questi sintomi il medico stabilirà l’eventuale la terapia antibiotica da adottare. In genere gli antibiotici indicati in questi casi appartengono alla famiglia dell’amoxicillina e doxiciclina.